Ricostruzione: 10 persone ai domiciliari, 35 indagati - Procura e carabinieri: sistema clientelare per appalti e incarichi professionali
 
L'Aquila   Cronaca 19/07

Ricostruzione: 10 persone
ai domiciliari, 35 indagati

Procura e carabinieri: sistema clientelare per appalti e incarichi professionali

(foto Sky Tg 24)Dieci arresti. Trentacinque indagati, tra cui un ex assessore comunale e quattro dipendenti della Soprintendenza. Cinque divieti temporanei di esercitare la professione.

Una sfilza di ipotesi di reato a vario titolo: concorso in corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nonché soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

E' una vasta operazione, quella fatta scattare stamani dal Comando provinciale dei carabinieri dell'Aquila nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal procuratore capo, Michele Renzo, e dal pm Antonietta Picardi su presunte mazzette in una serie di appalti pubblici nella ricostruzione dell'Aquila, a oltre otto anni dal terremoto. I militari hanno eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Perquisizioni e sequestri a L'Aquila, Teramo, Pesaro Urbino, Bari e Benevento

Le indagini - L'inchiesta, iniziata nel 2016, avrebbe preso il via da alcuni elementi emersi da un'altra indagine in corso: quella sulla ricostruzione di Palazzo Centi, la sede della Presidenza della Giunta regionale, lesionata dal sisma del 2009. Secondo la Procura dell'Aquila, gli indagati avrebbero messo in piedi un sistema di scambio di favori nell'assegnazione degli appalti per i lavori di ricostruzione pubblica post-terremoto e anche di restauro di 12 edifici storici, tta cui il Teatro comunale dell'Aquila, la Badia di Sulmona e la Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio.

Le accuse - Gli investigatori sono in possesso di intercettazioni telefoniche e ambientali e di filmati che dimostrerebbero l'esistenza di un sistema clientelare nell'affidamento degli incarichi professionali. Secondo i carabinieri, derterminate ditte avrebbero praticato ribassi particolarmente rilevanti nelle gare per ottenere gli appalti. Ribassi che poi avrebbero recuperato attraverso il riconoscimento, da parte delle pubbliche amministrazioni appaltanti, di varianti in corso d'opera e del conseguente rincaro dei costi. Per i funzionari pubblici, invece, il guadagno sarebbe consistito, in base a quanto sostengono gli inquirenti, nell'affidamento di incarichi a parenti o amici, o nell'elargizione di somme di denaro

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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