Diciotto dimissioni: sciolto il Consiglio comunale di Teramo - La crisi politica finisce con la caduta della Giunta Brucchi
 
Teramo   Politica 05/12

Diciotto dimissioni: sciolto il Consiglio comunale di Teramo

La crisi politica finisce con la caduta della Giunta Brucchi

Maurizio BrucchiIl Consiglio comunale di Teramo è sciolto. Diciotto consiglieri comunali, 11 dell'opposizione e 7 di Futuro In e Civica Al Centro per Teramo hanno presentato le proprie dimissioni dinanzi al vicesegretario generale del Comune, Fulvio Cupaiolo, determinando così il venir meno del numero minimo di componenti per l'attività amministrativa.

Dunque, anche se con posizioni diverse e polemiche all'interno, questo eterogeneo gruppo ha retto senza ripensamenti dell'ultima ora e, come annunciato all'indomani del rinvio al 7 dicembre del Consiglio straordinario, i 18 consiglieri si sono presentati puntuali all'appuntamento fissato per mezzogiorno al protocollo comunale.

Alla firma mancavano i soli Paola Cardelli, indipendente, e Milton Di Sabatino, presidente del Consiglio comunale ed esponente di Futuro In (gruppo di maggioranza relativa che fa capo al vicepresidente del Consiglio regionale Paolo Gatti), impegnato fuori città questa mattina.

Teramo è ancora in piena emergenza dopo i terremoti degli scorsi mesi.

Le reazioni - "Da qualche ora non sono più sindaco della Città di Teramo. Dopo otto lunghi anni finisce l'impegno per la mia città, impegno forte, onesto, serio, sempre nell' interesse del territorio. Finisce nel modo in cui non avrei mai pensato potesse finire: con un tradimento".

Lo scrive su Facebook l'ormai ex sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi (centrodestra), dopo le dimissioni di 18 consiglieri comunali.

"Esco a testa alta consapevole di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per onorare il mandato datomi dai cittadini che ringrazio tutti per avermi supportato ed anche per avermi criticato. La cosa più difficile è stato spiegare a mio figlio Filippo perché il suo papà non è più sindaco", scrive ancora Brucchi. Il suo era il secondo mandato dopo l'elezione del giugno 2014 quando vinse al ballottaggio, con il 51,52%, contro il 48,48% di Manola Di Pasquale (Pd e Lista Civica Teramo Cambia). Ballottaggio al quale si arrivò con uno scrutinio bis che riconfermò il risultato del primo turno. 

"Oggi finisce il Modello Teramo e la nostra città viene liberata dal centrodestra, incapace ormai di governare. I cittadini devono capire che, alle prossime elezioni, che si svolgeranno nella primavera 2018, dovranno scegliere una classe politica nuova, onesta e volenterosa, capace di cambiare radicalmente questo modo di fare politica".

Lo dice il consigliere comunale dei 5 stelle, Fabio Berardini, nel commentare quella che definisce "la peggior consiliatura della nostra città, che pensava solamente ai propri interessi".

Analizzando cosa l'amministrazione del sindaco Maurizio Brucchi non ha accolto delle proposte presentate dal Movimento 5 Stelle, Berardini sottolinea la tariffa puntuale, l'assegno civico, il decoro urbano e il baratto amministrativo. "Le casse del Comune sono in una situazione disastrosa, basti pensare che non vengono pagate le bollette della luce dal mese di luglio, ed il Commissario dovrà porre rimedio a tutti i debiti lasciati da Brucchi", conclude il pentastellato. 

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