La Cassazione: "Indossare il camice fa parte del lavoro degli infermieri e va retribuito" - L’ordinanza sul ricorso del Nursind contro la Asl Lanciano-Vasto-Chieti
 
Chieti   Cronaca 14/07

La Cassazione: "Indossare il camice fa parte del lavoro degli infermieri e va retribuito"

L’ordinanza sul ricorso del Nursind contro la Asl Lanciano-Vasto-Chieti

(foto da www.nursind.it)Lo stipendio degli infermieri deve ricomprendere anche la retribuzione per il tempo necessario a indossare la divisa ad inizio turno e a toglierla alla fine dell'orario di lavoro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione.

"Il tempo che gli infermieri impiegano per indossare e dismettere la divisa rientra nell'orario di lavoro e va autonomamente retribuito, trattandosi di attività integrativa dell'obbligazione principale e funzionale al corretto espletamento dei doveri di diligenza preparatoria", spiega il segretario provinciale del sindacato Nursind, Vincenzo Pace, citando l'ultima decisione della sezione lavoro della Corte di Cassazione che, nell'ordinanza numero 17635 del 2019, "ha messo la parola fine al contenzioso sorto tra alcuni infermieri e la Asl Lanciano Vasto Chieti in relazione al riconoscimento del diritto alla retribuzione del tempo impiegato per indossare e dismettere la divisa.

La domanda dei lavoratori era stata accolta dai giudici di merito, secondo cui per gli infermieri indossare e dismettere la divisa di lavoro  rappresenta un'attività obbligatoria, accessoria e propedeutica alla prestazione di lavoro.

Ancora, sottolineava la Corte territoriale, trattasi di attività dovuta per intuibili ragioni di igiene, da effettuarsi negli stessi ambienti dell'azienda e non ovviamente da casa, prima dell'entrata e dopo l'uscita dai relativi reparti, rispettivamente, prima e dopo i relativi turni di lavoro. Una conclusione confermata dalla Cassazione che respinge il ricorso proposto dall'Asl.
Trattasi di attività che, secondo la Cassazione, non sono svolte nell'interesse dell'azienda, bensì dell'igiene pubblica e, come tali, esse devono ritenersi implicitamente autorizzate da parte dell'azienda stessa. Inoltre, per il lavoro all'interno delle strutture sanitarie, anche nel silenzio della contrattazione collettiva integrativa, il tempo di vestizione e svestizione dà diritto alla retribuzione, essendo tale obbligo imposto dalle superiori esigenze di sicurezza ed igiene riguardanti sia la gestione del servizio pubblico sia la stessa incolumità del personale addetto.

Secondo Pace, "si decreta la parola fine ad una lunghissima serie di contenziosi tanto che ne sono in corso ancora una quindicina del Solo sindacato Nursind oltre naturalmente alle tante altre intraprese dagli altri sindacati che sulla scia del percorso intrapreso dal Nursind hanno inteso salvaguardare un Sacrosanto diritto del lavoratore. Tanto che una precedente sentenza della stessa Cassazione  emessa nel novembre 2017 e promossa dal Nursind Pescara ne ha consentito la necessità di inserire tale diritto nell’ultimo rinnovo del Contratto collettivo del Lavoro. In tutta la vicenza, riferisce sempre il segretario provinciale Nursind Chieti, spiace prendere atto che un’azienda sanitaria, nonché il proprio Datore di lavoro, si accanisca così tanto verso i propri dipendenti, con una strenua difesa nel non voler riconoscere tale diritto sancito peraltro già da diverse altre sentenze della Cassazione.
Soprattutto spiace verificare tale accanimento verso una professione sanitaria che rappresenta il Fulcro del Sistema Sanitario e che in questo ultimo decennio, a fronte di un blocco delle assunzioni, tanto ha dovuto subire in termini di riduzione degli organici e incremento delle prestazioni tanto da arrivare allo strenuo delle forze, dello stress e del disagio, testimoniato da innumerevoli conciliazioni che questa stessa segreteria provinciale ha dovuto supportare presso l’ispettorato del lavoro per rivendicare un numero esageratamente eccessivo di ore di lavoro straordinario, che va ben oltre i limiti imposti dal Contratto Nazionale del Lavoro proprio per le dovute carenze di organico".

"Si auspica - conclude Pace - che realmente questa chiara sentenza degli Ermellini ponga fine ad un atteggiamento di ostracismo da parte della Direzione aziendale e si apra una nuova stagione di relazioni dove il rispetto dei lavoratori venga adeguatamente riconosciuto".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Leggi tutte le notizie dell'Abruzzo su abruzzo.zonalocale.it.

Commenti




 

 
 
 

Necrologi


    Chiudi
    Chiudi