Lanciano uova contro le auto parcheggiate: tre giovani inseguiti e denunciati dai carabinieri - È successo ieri a Chieti
 
Chieti   Cronaca 23/08

Lanciano uova contro le auto parcheggiate: tre giovani inseguiti e denunciati dai carabinieri

È successo ieri a Chieti

Lanciavano uova contro le auto posteggiate alle prime ore del mattino a Chieti: per questo motivo tre giovani (di cui due minorenni) sono stati denunciati per danneggiamento. 

È successo ieri mattina così come raccontano i carabinieri: "Alle ore 05,30 circa, alla centrale operativa giungeva la segnalazione di alcuni giovani ragazzi intenti al lancio di numerose uova contro alcune auto posteggiate in viale Benedetto Croce, all’altezza della stazione ferroviaria di Chieti, mentre erano a bordo di un auto di piccola cilindrata di colore nero".

"Prontamente diramate le ricerche nell’area prospicente lo scalo ferroviario, dopo pochi minuti, un’autoradio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Chieti, intercettava un’utilitaria, una Daewoo di colore nero e, dopo un breve inseguimento, l’auto segnalata veniva bloccata. I militari operanti, pertanto, procedevano al controllo degli occupanti, identificati in un maggiorenne (C.D., 20enne), proprietario del mezzo, e due minorenni passeggeri (di 17 e 16 anni), tutti nativi e residenti in Chieti, studenti, incensurati, i quali alle contestazioni mosse, subito ammettevano di essere gli autori del lancio di uova".

"Nel corso della perquisizione veicolare, sotto un sedile, veniva rinvenuta una pistola giocattolo (riproduzione in metallo) priva di tappo rosso, un martello in ferro (di cm.29), un paio di forbici (di cm. 21) e, sparse sul tappetino, 7 uova, del quale il maggiorenne se ne assumeva la paternità. Evidenziata l’inopportunità del porto ingiustificato di tali oggetti atti ad offendere, C.D. veniva deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Chieti, in violazione all’art. 4 della legge 110/1975 e per danneggiamento (art. 635 c.p.), unitamente ai due minori, per i quali venivano notiziati i rispettivi genitori e interessata la competente Procura per i Minori di L’Aquila. Gli arnesi rinvenuti a carico del maggiorenne venivano opportunamente posti in sequestro a disposizione della competente autorità giudiziaria".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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