Sanità, l’allarme dei sindacati: "L’Abruzzo rischia di essere una regione troppo lenta" - I segretari regionali hanno incontrato l’assessore Verì
 
Pescara   Attualità 23/11

Sanità, l’allarme dei sindacati: "L’Abruzzo rischia di essere una regione troppo lenta"

I segretari regionali hanno incontrato l’assessore Verì

Il futuro della sanità abruzzese è stato al centro dell’incontro che si è svolto ieri a Pescara tra i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl Abruzzo e l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì. I segretari generali Carmine Ranieri (Cgil), Leo Malandra (Cisl), Michele Lombardo (Uil) e Gianna De Amicis (Ugl), hanno 

Le parti sociali hanno rilevato una "forte carenza nelle relazioni sindacali, considerato il fatto che a dieci mesi dall'insediamento del nuovo esecutivo sono state convocate solo due volte", ma in tal senso l’assessore ha dichiarato la volontà di rafforzare le relazioni con incontri programmati periodici e sistematici. I segretari hanno rilevato "il ritardo con il quale si sta procedendo a riorganizzare la sanità abruzzese, anche considerata l’inerzia delle ASL abruzzesi in alcuni casi ancora senza guida".

Critico il giudizio per quanto riguarda la rete ospedaliera perchè "il piano dispone la rinuncia alla realizzazione di veri Poli di eccellenza sanitaria, in attesa del compimento degli iter di progettazione e di realizzazione dei nuovi ospedali. L’Abruzzo in questo modo rischia di essere una regione troppo lenta e ripiegata su se stessa, il tutto mentre le altre regioni si riorganizzano velocemente e drenano risorse economiche attraverso la mobilità sanitaria extra regionale passiva che ha già raggiunto livelli allarmanti soprattutto nei confronti delle Marche, Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia".

Un punto condiviso è quello sulla "programmazione sull’edilizia sanitaria che era stata operata dalla precedente Giunta Regionale la quale, attraverso la costruzione di nuovi ospedali con la tecnica del project financing, avrebbe creato dei forti dissesti economici nelle ASL pregiudicando la qualità delle cure. Purtuttavia è necessario che la nuova Giunta Regionale tracci prioritariamente il disegno strategico di riorganizzazione della rete ospedaliera e su tale base individui le priorità per l’utilizzo delle risorse già stanziate per la costruzione degli ospedali, tenendo conto che nuove risorse potrebbero arrivare dalla prossima legge di bilancio nazionale.

Tra l’altro – proseguono i sindacati – solo a seguito di una chiara definizione della rete ospedaliera secondo i dettami delle vigenti normative nazionali, i ministeri competenti consentiranno di sbloccare nuove risorse per l’assunzione di personale nelle ASL. La carenza di personale sanitario, infatti, sta mettendo in serio pericolo la qualità dell’assistenza sanitaria". Anche su tale tema i sindacati hanno rilevato poca chiarezza. "Oltre ai numeri dati dall’assessore alla stampa, non è dato sapere, se non attraverso la lettura dei verbali del tavolo di monitoraggio, il saldo tra nuove assunzioni e pensionamenti, quali e quante nuove unità personale sono state effettivamente immesse nella sanità pubblica, quali gravi scoperture di organico si sono create a seguito della scelta degli operatori di andare in pensione con quota 100. Dunque il rischio non è solo quello di mantenere la nostra sanità immobile rispetto alle sfide del cambiamento, ma anche quello di avere ospedali operativi sulla carta ma che in realtà saranno sprovvisti di personale ed attrezzature adeguate”.

Nota positiva, seppur da approfondire nel merito – evidenziano Cgil, Cisl, Uil e Ugl Abruzzo – la volontà espressa dalla Verì di potenziare i servizi territoriali attraverso un potenziamento dei distretti e l’attivazione di nuove strutture. Su tale questione comunque i sindacati vogliono verificare effettivamente gli investimenti e le risorse che la Regione vorrà mettere in campo per implementare tale nuova organizzazione. Ciò perché il tema del potenziamento della medicina territoriale è stato caro a tutte le giunte regionali che si sono succedute nell’ultimo decennio, ma troppo poco è stato fatto finora alla luce del fatto che la popolazione abruzzese invecchia e che aumentano le malattie croniche, le poli-patologie, la non autosufficienza. Nella discussione - sottolineano i segretari - non siamo riusciti a cogliere come, quando e con quali risorse il nuovo progetto verrà attuato. Infine i sindacati hanno evidenziato come, dopo sette mesi dal lancio in grande stile di un piano regionale per l’abbattimento delle liste di attesa, oggi la Regione non avverta il dovere di informare quali risultati quel piano ha prodotto o almeno come quel piano si stia attuando attraverso il lavoro delle ASL”.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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