DPI e tamponi per il personale sanitario insufficienti: “Personale lavora in condizioni critiche” - L’appello dei sindacati alla Asl teatina
 

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12 luglio 2020
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Chieti   Attualità 06/04

DPI e tamponi per il personale sanitario insufficienti: “Personale lavora in condizioni critiche”

L’appello dei sindacati alla Asl teatina

Insufficienza di mascherine per il personale sanitario persisteSono giorni di tensione e sempre maggiore pressione per i dipendenti ospedalieri che in questo periodo si trovano ad affrontare l’emergenza Covid-19. Seppure con il trend di nuovi contagiati e ricoverati gravi in calo, ad oggi la situazione sanitaria, dal punto di vista della protezione del personale ospedaliero, è critica. Sono state molteplici le segnalazioni nelle ultime settimane, da parte dei sindacati, che evidenziavano una forte carenza di DPI all’interno degli ospedali per il personale a contatto con i pazienti. Inoltre, come si legge nel comunicato odierno firmato Fials, Fsi–Usae, Nursing up e NurSind: “Si  stanno  effettuando i tamponi al personale in maniera disorganizzata senza regole e indicazioni, lasciando tutto  alla discrezionalità decisionale delle singole realtà, creando nei fatti  una situazione a macchia di leopardo, con conseguente disparità di trattamento ai dipendenti della stessa azienda. [...] Indispensabile, effettuare screening a tutto il personale dipendente a cadenza tale da porre in sicurezza tutte le strutture ed i relativi pazienti”.

L’aumento del numero dei tamponi ha portato quasi al collasso i due laboratori attualmente attivi sul territorio di Pescara e Teramo per analizzare i campioni ma, nonostante la recente autorizzazione anche al laboratorio della Asl teatina, quest’ultima “non ancora riesce a decollare per problematiche tecniche”, come si legge nel comunicato inviato al direttore generale della Asl 2 dalla Cisl.

Sindacati e personale sanitario sembrano quindi allo stremo e sicuramente non incoraggiati dal clima di tensione generale, gli ultimi comunicati emanati si concludono infatti con forti intimazioni a rispondere alle esigenze dei lavoratori: “Si consideri questa, la nostra ultima missiva nei toni collaborativi usati, da questo momento in poi considereremo il vostro silenzio al pari di rifiuto alle relazioni sindacali e quindi chiara condotta antisindacale”.

di Arianna Giampietro (redazione@zonalocale.it)

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