Vietati contrasti, scivolate e marcatura a uomo: il calcio e la Regione Abruzzo in tempi di pandemia - Da ieri si possono praticare diversi sport, ma con nuove "regole"
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10 luglio 2020
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L'Aquila   Sport 10/06

Vietati contrasti, scivolate e marcatura a uomo: il calcio e la Regione Abruzzo in tempi di pandemia

Da ieri si possono praticare diversi sport, ma con nuove "regole"

Contrasti, scivolate e marcature vietati così come sputi e starnuti a terra. È il nuovo giuoco del calcio consentito dall'ordinanza regionale n. 72 firmata ieri dal presidente Marco Marsilio e diventata in poche ore bersaglio delle pagine satiriche nazionali. 

L'ordinanza sulle "Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da virus Covid-19", oltre a permettere la riapertura dei centri sportivi dalla giornata di ieri 9 giugno, approva anche il relativo "Protocollo di sicurezza per Centri e Circoli Sportivi" (pubblici e privati, tra cui quelli identificati con Codice ATECO 93.11.30 afferente alla Gestione Impianti Sportivi Polivalenti).
La singolarità è soprattutto nelle modalità di gioco indicate per calcio, pallacanestro, pallavolo e beach volley che riportiamo integralmente così come nel documento regionale:

2) Modalità di gioco per il Calcio e per la Pallacanestro: 
a) è vietato sputare o starnutire a terra, bensì sarà possibile farlo in un fazzoletto; 
b) è vietato il recupero fisico da seduti o sdraiati nell’area di gioco;
c) è consentito il tocco del pallone con le mani solo ed esclusivamente se muniti di guanti; 
d) i portieri potranno toccare il pallone con le mani solo se indossano i guanti che devono essere comunque igienizzati prima e dopo la partita; 
e) il pallone potrà essere “recuperato” solo tramite “intercetto” e non tramite il “contrasto”; 
f) sono vietate le “scivolate”; 
g) è vietata la “marcatura ad uomo”. 

3) Modalità di gioco per la Pallavolo e per il Beach Volley: 
a) gli atleti indosseranno guanti igienizzabili prima e dopo la pratica sportiva; 
b) è vietato sputare o starnutire a terra, bensì sarà possibile farlo in un fazzoletto; 
c) è vietato il recupero fisico seduto/sdraiato nell’area di gioco; 
d) è vietato “invadere” il campo opposto. 

Regole e indicazioni che, come è facilmente intuibile, difficilmente saranno applicabili e rispettabili in sport, i primi due, fatti principalmente di contatto fisico.

Alle modalità di gioco fissate dalla Regione nel protocollo di sicurezza si aggiungono disposizioni di carattere più generale simili a quelle stabilite per i locali pubblici e altri luoghi di aggregazione: controllo obbligatorio della temperatura corporea per coloro che accedono al centro sportivo (l’accesso verrà consentito solo se la temperatura corporea risulta inferiore a Uno stralcio del protocollo di sicurezza dell'ordinanza n. 7237.5°C); compilazione obbligatoria di un modulo di autocertificazione attestante lo stato di buona salute e le notizie su eventuale esposizione al Covid-19; utilizzo degli impianti solo previa prenotazione il giorno prima; accesso scaglionato all’impianto sportivo di 10 minuti tra una partita e l’altra e divieto di assembramento nei locali comuni (spogliatoi, corridoi, reception ecc.); opportuna cartellonistica informativa sulla prevenzione e gestione del contagio sia all'interno che all'esterno del centro; sanificazione di tutto il materiale sportivo (palloni, casacche, maniglie delle porte, panchine, sedie, porte da calcio, reti da pallavolo, canestri da basket ecc.) al termine di ogni utilizzo ecc. Inoltre, si legge sempre nel documento, "gli atleti dovranno arrivare al centro sportivo già vestiti con gli indumenti da allenamento e cambieranno solo le scarpe per evitare eventuali contaminazioni dei campi".

Insoluto resta poi il nodo dei controlli: chi dovrebbe far rispettare tali prescrizioni, i titolari degli impianti? Immaginabile che di fronte a queste indicazioni o si lascerà che tutto si svolga come prima della pandemia (un po' come sta accadendo sulle spiagge libere in attesa che vengano sanate le criticità legate sempre ai controlli e al rispetto del distanziamento sociale) o che i più intransingenti non riaprano perché sarebbe impossibile garantire il rispetto del protocollo (nonostante la buona volontà della Regione per far ripartire le attività sportive). Senza contare, poi, eventuali provvedimenti dei Comuni riguardanti gli impianti sportivi nel proprio territorio (solo nel Vastese sono diversi i Comuni che terranno chiusi gli impianti almeno fino a metà mese).

L'ORDINANZA
IL PROTOCOLLO DI SICUREZZA

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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