Per i medici convenzionati del 118 non c’è il bonus: "Ci hanno inflitto una pesante umiliazione" - Lettera a Marsilio, Verì e Schael
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27 novembre 2020
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Chieti   Attualità 10/11

Per i medici convenzionati del 118 non c’è il bonus: "Ci hanno inflitto una pesante umiliazione"

Lettera a Marsilio, Verì e Schael

Foto di repertorioI medici convenzionati del servizio 118 della Asl Lanciano Vasto Chieti prendono carta e penna e scrivono una dura lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio, all'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, e al direttore generale dell'azienda sanitaria, Thomas Schael. 
Al centro della missiva c'è il bonus assegnato a circa 1000 dipendenti del 118 per il maggiore carico di lavoro durante la pandemia ancora in corso. Lo stesso risconoscimento non c'è stato per il personale convenzionato, "eppure si tratta dell'80% dei professionisti che prestano servizio al 118. Tanto per fare alcuni esempi la postazione di Guardiagrele dispone di 5 medici in servizio, di cui 3 convenzionati e due dipendenti, a Casoli, cinque, tutti convenzionati – spiega la dottoressa Bernardetta Cibotti – Fino a 8 anni fa dopo 5 anni di servizio in convenzione si aveva il diritto di passare a dipendente, poi, questo passaggio non c'è più stato e si è quindi verificata una situazione paradossale in cui colleghi che svolgono la stessa attività, pur condividendo gli stessi doveri, non hanno in concreto gli stessi diritti. Una disparità di trattamento ingiusta, ingiustificata e soprattutto incomprensibile. E gli ultimi fatti dimostrano proprio una oggettiva e diversa considerazione".

I medici convenzionati nella stessa lettera spiegano che non entreranno in sciopero perché già le forze in campo sono poche, ma la delusione e la rabbia sono palpabili:

"Oggi più che mai – si legge nella lettera – pesa su di noi questa condizione discriminante: ci è stata negata la premialità Covid. A circa 1000 dipendenti della Asl, tra medici, biologi, infermieri, impiegati è stato riconosciuto un indennizzo per il lavoro in più svolto in occasione della pandemia. Senza voler sminuire l'operato di ciascuno, pensiamo che in pochi come noi abbiano vissuto sulla propria pelle quanto accaduto e quanto continua ad accadere.

Nel primissimo periodo, per proteggerci abbiamo comprato ciò che la Asl non era in grado di fornirci: tute, maschere, visiere, calzari (e in mancanza abbiamo anche indossato le buste del supermercato). E se qualcuno di noi avesse avuto la necessità di osservare la quarantena o peggio, si fosse ammalato, sarebbe stato tutto a proprie spese, avrebbe dovuto utilizzare i giorni di ferie poiché il nostro contratto non prevede l'assenza dal lavoro per malattia.
Non vogliamo medaglie, in fondo abbiamo patito qualche disagio in più in aggiunta al resto, ma la non considerazione da parte vostra ci mortifica, anche se non ci demotiva. Il nostro è un lavoro bellissimo, ricco di umanità e non sarete voi a farcelo piacere di meno. Non è da voi che aspettiamo gratificazioni ma dai pazienti che incontriamo ogni giorno. Non sciopereremo perché siamo rimasti in pochi e il nostro servizio è troppo importante.
Non accetteremo belle parole ma, concretamente, quanto corrisposto alle altre categorie di lavoratori, sapendo che quanto ci spetta verrà devoluto ad una organizzazione umanitaria: non ci stiamo muovendo per soldi ma per essere risarciti della pesante umiliazione che ci avete inflitto".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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